Progetto Brasile AGESCI

Testimonianze

Il viaggiatore

di Barbara Bollani

Ho visto un mondo diverso, sono stata una viaggiatrice.

Ho scritto e creato una rivista per raccontare il mio viaggio alla scoperta del mondo. Le mie impressioni, il mio giudizio sul viaggiatore.

 

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Attimi di Brasile

meu amigo

Bentornati, da ormai più di un mese, le idee si mettono finalmente in ordine (forse) ed inizia il tempo dei racconti.

Racconti che proveremo a farvi vivere anche qui sul nostro sito, con le immagini e con la voce dei protagonisti...

A breve arriveranno sul sito le foto del campo quindi continuate a visitare e iscrivetevi anche alla nostra pagina Facebook Progetto-Brasile-Agesci per gli aggiornamenti.

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Il racconto di Camilla - 2009

Un ponte verso il futuro, condividere, accogliere e nel nostro piccolo aiutare.

Contraddizioni.

Perché il brasile? perché un osto così lontano??

Che cosa ci spinge ad andare così lontano???? partire, uscire dà se, rompere quella crosta di egoismo che ci imprigiona nel nostro io...

Oso,vado oltre l’orizzonte, una nuova sfida...

Imparo ad affrontare la realtà, conosco il mondo, ciò che accade,ciò che si vive fuori dal mio piccolo sguardo fatto di amici, famiglia, università, lavoro, scout...per comprendere....E’ questo che mi spinge all’Altro, al diverso, al lontano....

Non fermarsi a me al mio modo di vivere ma cercare di conoscere gli altri per diventare un noi.l’umanità è più grande.

Credere,essere certa che nel nostro piccolo il mondo si può mogliorare...

E allora cercare di capire,nonostante lo smarrimento di vivere una nuova cultura, un’ altra realtà..

E sei in Brasile.

 

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Il Racconto di Eleonora - 2006

Nel tragitto dall’aeroporto alla favela, i nostri sensi sono ancora intorpiditi dall’abituale mondo che ci ha visti crescere nell’emisfero opposto, ma uno per volta, lentamente, riprendono a funzionare e a stimolare i nostri pensieri. Scendendo dal pulmino sgangherato il nostro olfatto viene coinvolto da un misto di coriandolo, cumino e cetriolo, un aroma particolare, non esattamente gradevole. Ma ecco che con il passare delle ore il nostro naso viene a contatto con il profumo delicato dell’essenzialità, con la fragranza dell’ospitalità che ci ha accolto e si respira a pieni polmoni serenità, dimenticandosi della miscela iniziale.


Così accade al gusto, dopo un restio assaggio di latte caldo, riso e cocco nelle scuole elementari, il nostro palato si lascia subito rapire dal sapore genuino della preghiera delle Suore, che annaffia e accompagna la loro azione sempre rigogliosa, l’attenzione sempre viva. E con stupore scopriamo la bontà delle piccole cose, preparate con cura, quella cura che le rende grandi e le scrive con l’indelebile nei nostri ricordi.

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5 ULTIMI SENSI - 2009

Ultimi sguardi alla strada, alle fogne a cielo aperto varcate da fragili assi che possono assomigliare a ponticelli.

Sguardi alle distese immense di baracche colorate dai panni stesi e illuminate dal volo e dalla libertà degli aquiloni.

Sguardi che si perdono verso l’orizzonte e ti portano via insieme a quelle nuvole troppo veloci.

 

Vedere con il cuore, riuscire ad andare oltre, senza fermarsi all’apparenza. Riuscire a scorpire la vita attraverso gli sguardi della gente. Sguardi che commuovono, accolgono, piangono e sorridono.

La tua vista non può farne a meno.

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