Progetto Brasile AGESCI

Campo2011 - Notizie


DIARIO CAMPO 2011 - Clan Brugherio1


 

3 AGOSTO

Dopo due anni di lunghi preparativi è arrivato finalmente il giorno tanto atteso, il 3 agosto!!
sembrava un sogno essere in aeroporto e pensare che tra qualche ora …….  Dopo un viaggio interminabile finalmente siamo arrivati in BRASILEEEEEE!!!
all’aeroporto ci attendevano i ragazzi del FHM ( gruppo scout gestito da Marcio). È stata un emozione stupenda essere accolti da loro, dalla loro gioia nel vederci. Già sul pullman che ci portava alla casa che ci ha ospitato per 3 giorni, questi ragazzi hanno iniziato a giocare e cantare con noi. Spiegare questa emozione è difficile ma non ce la scorderemo tanto facilmente.

Subito ci siamo scontrati con un piccolo problemino: mancano tutti i bagagli va tutto bene. La  Casa è stra bella!!!

Strano essere qui, non l’abbiamo ancora realizzato bene.

Ed ecco lo sfigometro del giorno:

  • Francesco e Marcio in over booking lasciati a Milano
  • Jessica fermata perche’ voleva imbarcare un coltello serramanico
  • 200000 ore di coda
  • Nº 3 zaini arrivati su 11
  • Nº 3 donne mestruate
  • Occhiali rotti di jessica
  • 10 ore e passa di volo indimenticabili.

  

4 AGOSTO

Primo vero giorno di campo! Appena abbiamo aperto gli occhi abbiamo subito pensato di cercare di vivere al meglio la giornata, di riuscire a cogliere tutti i minimi particolare di quello che avremmo visto! Abbiamo visitato due quartieri di Salvador de Bahia: la città alta e la città bassa. Moltissime persone,persone ricche,persone povere che giravano per il centro di Salvador cercando di vedere qualsiasi cosa,(bibite, braccialetti, collane) , case colorate affiancate l’una con l’altra, bambini che si accontentavano di giocare con un aquilone fatto da loro, che correvano per le strade scalzi o che si arrampicavano su alberi per riuscire a staccare il proprio aquilone che si era impigliato nei rami, il caldo umido e appiccicoso che ci ha accompagnato per tutta la giornata,ci consolava vedere il mare all’orizzonte e pensare di tuffarsi. Abbiamo conosciuto un signore Italiano che si era trasferito in brasile e aveva aperto una scuola di mosaico, riesce ad aiutare molti ragazzi, insegnandogli un mestiere che può permettergli si portare uno stipendio a casa.

Siamo riusciti a raggiungere il grande mercato – Mercato Modelo - una volta usato come commercio per gli schiavi; oggi utilizzato come mercato per vendere i souvenir.

Nel pomeriggio siamo andati in un centro commerciale gigante e divisi in gruppo abbiamo intervistato alcune persone, naturalmente tutto in portoghese… è stato il primo impatto che abbiamo avuto con la nuova lingua, ma possiamo dire che ce la siamo cavata!! =)

La sera non poteva non concludersi con una abbondante e  sfiziosa cena: manioca fritta ed escondidinho nel bar della piazza principale di itapoa, primo luogo che ci ha ospitato, barrio lontano dal centro di Salvador, ma vicino al mare.

 

5 AGOSTO

Attesissima giornata al mareeeeee!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Mattinata passata tra la bianca sabbia, acqua dell’oceano, sole caldo e latte di cocco. mattinata di relax, me sempre vissuta a modo nostro, giocando a palla( fatta da un cocco) ridendo e scherzando e senza tralasciare le mille domande che avevamo da porre ai capi.  Pomeriggio passato all’ Abaitè, un lago che circonda la Mata. Questo lago è circondato da un bosco dove vivono dei ladroni  ed è per questo che è sconsigliato alle persone di entrare, ma purtroppo non tutti lo sanno, e infatti una coppia si è avvicinata troppo e sono stati derubati. Questo episodio ci ha turbato tutta la sera. I capi ci hanno consegnato il fazzolettone giallo e verde che rappresenta il nostro campo brasiliano, in omaggio anche una maglietta blu con rappresentata la cartina del Brasile con tutti gli stati. Finita la cerimonia ci siamo diretti a MATA ESCURA  nella Casa Lara (associazione delle comunità di Mata Escura e Calabetao). La sera siamo stati accolti con tanta allegria e calore dalle ragazze. Giovani con problemi famigliari, ospitate presso il centro, di età compresa tra i 13 e i 18 anni. Inizialmente erano un po’ timide con noi ragazzi, poi dopo aver mangiato un’ abbondante cena, siamo riusciti a socializzare e a festeggiare. E’ stato il primo impatto che abbiamo avuto con i balli e l’animazione, è andato veramente bene,le ragazze erano felicissime. Prima di andare via tutte le ragazze ci hanno abbracciato e baciato, siamo rimasti a bocca aperta, ha lasciato in noi una gioia immensa, perché abbiamo avuto subito un contatto fisico con loro e molto affetto.

 

6 AGOSTO

Al mattino Marcio ci ha portati in giro per Mata Escura. Era triste e umiliante vedere un’intera cittadina costretta a vivere in case grandi 4 per 3 metri con mura in mattoni a vista che tutta via non sembra rendersi conto della sua poverta’.  Ma in ogni casa non mancava mai un televisore, per loro era un bene primario possederlo, questa cosa ci ha colpito veramente tanto. Nel giro eravamo accompagnati da un gruppo di ragazzi del FHM, erano piu’ o meno della nostra eta’. Subito abbiamo fatto amicizia con lor, abbiamo riso, scherzato, cantato, ed entrambi eravamo pieni di curiosità. Abbiamo fatto un giro nella mata :foresta. Era stra fitta e bella piena di foglie enormi e alberi giganti mai visti in Italia.la cosa che ci ha dispiacuto e’ la totale indifferenza per la tutela del posto che era del tutto inquinato. Abbiamo attraversato un ponte sospeso su un corso d’acqua, alto 5 metri da terra e largo una 15 di cm. mamma che paura. C’era una puzza fortissima. Al di sotto enormi nuvole di schiuma provocate dall’inquinamento del posto. Li  20 anni fa si trovava una riserva d’acqua naturale incanalata in un acquedotto che riforniva tutta Salvador, oggi e’ abbandonata e inquinata. Sembra strano pensare che le persone non si preoccupano, che nessuno si preoccupa di quella situazione.

Nel pomeriggio e’ continuato il tour per mata escura. Camminare  nelle strade era come riuscire a entrare in contatto con le persone, ma molte volte loro ci vedevano solo come persone ricche, e non come persone che erano lì per aiutarle e scoprire tutto quello ke era possibile sul loro mondo. Il momento clue e’ stato la partita di calcio fatta per la strada con i bambini della favela.  ITALIA/BRAZIL 4/3  ma poiche’  il loro TERZO goal era quello decisivo la vittoria e’ andata a loro. Era stupendo vedere bambini aggregarsi al gruppo, giocare e tifare per strada. Tantissima gioia nei nostri cuori!!! Tantissimi sorrisi ricevuti e donati!!

  

7 AGOSTO

La frase corretta pér iniziare raccontare la giornata di oggi e’: E’ STATA UNA GIORNATA INTENSA.

Dopo una colazione brasiliana con banane fritte, caffe’, latte, pane e goiabada, abbiamo ascoltato la testimonianza di Rosa. Ci ha spiegato la sua funzione nell’ACOPAMEC. Lei si occupa dell’istruzione delle ragazze. Il suo lavoro e’ molto difficile e molte delle educatrici dopo poco tempo cambiano lavoro. Mentre lei resistite poiche’ e’ molto affezionata a questo lavoro. Ogni giorno deve lottare contro i caratteri forti delle ragazze che trovano ogni strada per fuggire dai compiti assegnati all’interno dell’associazione, oppure cercano in tutti i modi di non andare a scuola.

Con le nuove leggi le ragazze, che vengono mandate all’interno dell’associazione, possono rimanerci fino a un massimo di 8 mesi. Ma sono decisamente troppo pochi per riuscire a risolvere i problemi che le ragazze devono affrontare. Il problema maggiore e’ il ritorno a casa perche’ loro possono essere cambiate. ma il problema all’interno della famiglia no.

Vivono in 3 case che si trovano all’interno dell’associazione, che possono ospitare massimo 8 ragazze ciascuna, con all’interno un’educatrice. Le ragazze possono frequentare gente al di fuori dell’associazione, solo che affidabili e conosciute dall’educatrici. Il compito piu’ difficile per Rosa e’ volere bene alle ragazze e cercare il bene per loro anche se e’ percepita come un nemico.

Nel pomeriggio siamo stati sfidati a calcio con i ragazzi del pomeriggio precedente. Questa volta abbiamo perso.

Successivamente siamo stati accolti nella casa di Paolo, un uomo che riesce a fare la carta utilizzando foglie di banana, cipolle, carta riciclata e altri ortaggi. dopo aver visto tutto il procedimento di lavorazione per ottenere un foglio ci siamo diretti a messa. Era un canto era un abbraccio pieno di energia, e’ stato qualcosa di unico e speciale.

 

8 AGOSTO

Questa mattina abbiamo visitato tutti i laboratori dell’Acopamec. una scuola dove i ragazzi imparando dei mestieri, spesso durano 9 mesi e dopo possono andare a lavorare. I ragazzi erano tutti entusiasti ed eccitati a mostrarci il loro lavoro scolastico. I laboratori erano: informatica, estetista, elettronica, cucina, artigianato, sport(calcio), orientamento universitario, panetterie, dentista e parrucchiere. Ci hanno spiegato che durante l’anno scolastico passano  la mattina o il pomeriggio in questi laboratori, studiando sia la teoria che la pratica.  In tarda mattinata ci siamo trasferiti negli asili nido. Le educatrici ci hanno mostrato la struttura degli asili e siamo riusciti a strappare qualche sorriso ai bambini, donando i giochi e le stoffe portate dall’Italia. Nel pomeriggio ci siamo recati al centro di educazione sociale don Lucas, dove ci hanno mostrato il laboratorio di mosaico e  lavorazione della carta. Infine siamo andati nella futura casa di Don Pietro, dove abbiamo ripulito tutto il giardino dalle foglie e  detriti vari. Dopo tantissima fatica e sudata siamo corsi a casa a farci una doccia fredda!!!!!!

 

9 AGOSTO

Oggi giornata di scambio. Stamattina ci siamo divisi in due gruppi:

  • marghe;giordi;fede e i due gio si sono recati nelle classi del ACOPAMEC per assistere ai corsi con i ragazzi. Corsi seguiti: estetica (gio balo e’ stato incerettato sulla faccia) e panetteria.
  • Je, cigno, glo, debo, fra, marta, cami e giulia sono invece andati negli asili ”raggio di luce” e “nova mata escura” con i bambini della favela.

Stare in mezzo a quei bambini è stato stupendo, avevano sempre il sorriso sulle labbra, cercavano tutti delle attenzioni, volevano giocare, cantare, ballare, la loro gioia non finiva mai. Sono riusciti a contagiarci. Appena entrati nell’asilo la maestra stava insegnandoli a leggere, ci siamo seduti in  mezzo a loro per cercare di imparare il portoghese e i bambini continuavano a guardarci e cercare di capire chi fossimo. subito dopo ci siamo trasferiti nella stanza affianco dove abbiamo coinvolto i bambini a giocare con noi. È stato stupendo, bambini che ti abbracciavano, che volevo dirti tante cose, ti salivano in braccio per sussurarti qualcosa all’orecchio (che non riuscivamo a capire). Abbiamo deciso di leggere delle favole, tutti i bambini uno dopo l’altro si avvicinavano per darti il loro libretto, sembrava che volessero darti tutto quello che avevano, e ci son riusciti ci hanno dato tantissimo affetto. Dopo pranzo abbiamo aiutato le maestre a fare la doccia ai bambini, le bambine più grandi aiutavano quelle più piccole a spogliarsi e a rivestirsi o le accompagnavano in bagno, sembrava delle piccole mamme. Le bambine più piccole piangevano per l’acqua fredda, quando le asciugavamo ti salivano in braccio e ti bagnavano tutte, ma l’emozione di tenerle in braccio e stringerle forte tra le tue braccia era più forte del pensiero di essere tutte bagnate.

Pomeriggio invece abbiamo seguito un corso, tra parentesi megadivertente, di danze afro-brasiliane, terminato il corso abbiamo parlato con l’insegnate e con le ragazze e  ragazzi che frequentano il corso. Il maestro ci ha spiegato che l oltre a insegnare la danza cerca di insegnare ai ragazzi l’educazione, non li illude facendogli credere che da grandi potrebbero diventare dei grnadi ballerini ma li mette davanti la realtà. Ci sono state tantissime domande, sia noi a loro che loro a noi, molte ragazze erano troppo timide per farle, altre più coraggiose.  Successivamente ci siamo tuffati in un torneo di calcio a cinque, in cui la Giordi ha fatto un fantastico goal da centrocampo(!!!!!).

 

10 AGOSTO

Partenza per... ILHA DE MARE’.

E’ come una cartolina. Per raggiungerla abbiamo preso una piccola barchetta a motore. Per raggiungere l’asilo dove dovevamo dormire abbiamo fatto un piccolo pezzetto a piedi dove tutti i passanti ci guardavano con curiosità ed eccoci giunti qui. Si trova sopra una piccola collina dove si poteva vedere il mare. E’ un paesaggio fantastico.

Non solo il paesaggio, la gente, gli animali, i lavori. Qui vivono diverse piccole comunita’, quella in cui noi siamo ospitati e’ la comunita’ di BANANEIROS, piccola, circa 2000 abitanti. Ci ha molto colpito la loro chiusura, in positivo ed in negativo. Loro non vogliono altri qui, loro vivono soli: senza polizia, giudici, servizi igienici, senza VIOLENZA. Qui tutti aiutano tutti, a quale scopo accogliere qualcuno che quasi sicuramente non e’ come loro?

Qui sono poveri, si vede, si tocca, lo si sente nell’aria; ma la cosa piu’ bella e’ la loro fermezza e la loro decisione nel mantenere cio’ che e’ loro e che e’ stato loro per tutto questo tempo.

Abbiamo fatto un giro per l’isola:e’ molto inquinata, come del resto tutto i posti che abbiamo visitato. Ci ha stupito vedere come una comunita’ minacciata continuamente dall’inquinamento di due porti industriali TROPPO vicini all’isola non si curi del PROPRIO.

 

11 AGOSTO

Questa mattina, con tempi MOLTO bahiani, abbiamo vissuto una giornata tipica dell’isola;siamo andati a raccogliere mariscos (vongole): queste sono una delle principali risorse dell’isola insieme alla pesca. Siamo stati un ora con chinati sulla sabbia a scavare ed è stato molto pesante, ma come fanno le queste donne a stare così tante ora a cercare le cozze? Noi dopo un ora non vedevamo l’ora di tornare all’asilo a fare colazione. Naturalmente l’alto tasso di inquinamento delle acque danneggia gravemente entrambe le attivita’ con gravi ripercussione sull’economia della popolazione.

Alcuni di noi sono andati nell’asilo-scuola che ci ospita,unica cresce (asilo) effettivamente attiva in tutta l’isola, finanziata dall’associazione italiana di AGATA ESMERALDA. Altri sono andati ad aiutare un giovane ventenne che sotto il sole brasiliano si stava costruendo tutto solo soletto la sua casetta. Aiutarlo è stato bellissimo, ma allo stesso tempo pesante, ma tutte le fatiche sono sempre ripagate dalla gioia che tutta la gente ci lascia nel cuore. Oggi si e’ anche tenuta un’importante riunione di tutte, o quasi, le comunita’ dell’isola, con lo scopo di preservare il loro territorio dall’avanzata dei fazenderos(possessori delle terre).

Pomeriggio, dopo aver preso una sgangherata barchetta, siamo sbarcati sulla terra ferma dove abbiamo visitato la casa dei ricchi portoghesi possessori di schiavi e l’annessa “dimora” di quest’ultimi.  Appena siamo entrati era come se facessimo un tuffo nel passato, sembrava di vivere la loro vita. Marcio ci ha spiegato come si svolgevano la vita e le attivita’ in quel luogo piu’ o meno un secolo fa. Quel paradiso naturale che sia a noi che ai portoghesi fa e faceva brillare gli occhi, era invece un inferno per gli schiavi. All’esterno della villa c’erano delle rovine dove veniva rinchiusi gli schiavi, abbiamo fatto un lavoro , dove abbiamo chiuso gli occhi  e i capi ci leggevano dei brani sugli schiavi e ci spiegavano come vivevano, il rumore rendeva ancora più speciale questo momento!!
siamo rimasti per un ora sulla spiaggia ad ascoltare un discorso di Marcio, è stato molto commovente.

 

12 AGOSTO

Trihia para l’ilha (giro per l’isola). Visitate le diverse comunita’, dalle piu’ povere e chiuse, alle piu’ ricche (?) e turistiche.

Abbiamo incontrata tanta gente, ognuno con la sua testimonianza, con il suo racconto. Il paesaggio era stupefacente sembrava di essere in un film americano.

La giornata va ricordata soprattutto per il fantastico ritorno. Tutto cio’ che prima era innoqua fanghiglia e spiaggia allettante, era  ora una palude puzzosissima: LA MAREA ERA SALITA!

Le nostre gambe dal ginocchio in giu’ (e per pochi fortunati anche dal ginocchio in su) erano ora di colore nero, marrone, grigio e blu petrolio, oltre ad avere un raffinato eau de zolfo. Il fango camminando ci passava tra le dita, creando dei vermicelli, e se eri fortunata ti toccava anche un qualche bel granchietto attaccato ai pollicioni. Non è così terribile come sembra, anzi è stato molto ma molto divertente, perché capivamo come le persone vivevano, eravamo costretti a camminare e piedi nudi, cosa che da noi in Italia porterebbe scandalo.

Tornati a casa con tutti i piedi graffiati ci aspettava una serata dedicata al lavaggio e al riposo. Ogni volta che mangiavamo c’erano dei ragazzi fuori dalla porta che ci guardavano, non si capiva se ci aspettavano per giocare o se volevano fissarci e basta. La curiosità che  avevamo era fortissima!!

 

 13 AGOSTO

Ultimo giorno a ilha di mare’ e qui durante la mattina del sabato e’ tipico fare un mega torneo di clacio tra gli abitanti della comunita’ in un campo... che non si puo’ chiamare campo.. ma e’ piu’ una piscina di fango e granchi.

Avevamo intenzione di partecipare e mostrare le nostre “abilita’ calcistiche”, ma il tempo piovoso non ce lo ha permesso.

Cosi’ tra la fine delle reti e 4 chiacchere e’ arrivato il pomeriggio di preparazione alla festa serale con le persone della comunita’.

Ci siamo preoccupati dell’aspetto culinario e intrattenitivo.

La sera abbiamo spiegato alla gente del posto chi siamo e il motivo per cui siamo qui. Le persone che sono venute, erano lì solo perché erano curiose di conoscerci, di farci domande, di capire come era l’italia, di ringraziarci,di spiegarci la loro vita sull’isola.

Abbiamo organizzato diversi momenti, in cui cercavamo di confrontare le diverse realtà:l’ITALIA E L’ISOLA!! Le persone erano molto stupite soprattutto quando abbiamo detto che da noi i bambini non girano così liberamente come fanno lì.

Dopo ci siamo diretti in un fantastico locale, dove abbiamo mangiato e ballato, facendo amicizia con le persone del posto (alquanto ORIGINALI!!).

 

14 AGOSTO

Siamo giunti all’ultima mattina sull’isola....

Ci siamo diretti verso la spiaggia per imparare la tecnica per raccogliere i granchi,  ma la pesca e’ stata  ”un grosso buco nell’acqua”. Ma questo no ci ha scoraggiati, ma eravamo abbastanza tristi perché dovevamo lasciare quel paradiso.

Ed eccoci qua sulla spiaggia ad aspettare la barca che ci riporti sull’altra riva, il magone ci saliva, ma allontanarci piano piano dalla riva è stata dura, c’era tantissima gente sulla spiaggia a salutarci!! =’(

Siamo dall’altra parte, sulla terra ferma. Eccoci di nuovo a casa di Irma Claudia e diciamocelo finalmente la doccia!!

Puliti e lavati le ragazze di Casa Lara ci hanno accolto con un grosso e caloroso abbraccio.

 

15 AGOSTO

Questa mattina ci siamo divisi in gruppetti, alcuni di noi sono andati a seguire i corsi di parrucchiere, estetica e panettiere, altri sono andati nelle varie creche(asili). E come le altre mattine ogn bambino o ragazza/o ci ha lasciato qualcosa, un emozione, un sorriso, un abbraccio. Il pomeriggio è stato abbastanza movimentato: è venuto a trovarci Mauro Barsi, fondatore di Agata Smeralda. Con il suo discorso sulla nascita e sulla vita sia sua che dell’associazione(nati entrambi il 5 febbraio), è riuscito a commuovere tutti.quest’uomo è perfetto, fa un lavoro meraviglioso, aiuta un sacco di gente in tutto il mondo, tutti dovremmo prendere esempio da lui e siamo felici di averlo incontrato, perché in questa grande avventura anche lui è riuscito a farci riflettere  e a insegnarci a sperare sempre. Inoltre abbiamo ascoltato la testimonianza di Marco, un dipendente dell’associazione che si occupa delle adozioni a distanza e delle traduzioni. Dopo questo incontro, abbiamo fatto un’approfondita verifica di metà campo, dove abbiamo riflettuto sulla comunità, su noi stessi e sul progetto. Essendo veri scout ci siamo trovati con l’acqua alla gola essendo in ritardo!!!! Velocissimamente abbiamo preparato gli zaini, per raggiungere una meta fantastica, Chapada Diamantina. Siamo partiti alle 21.30 con il nostro bus privato; il viaggio è durato ben sei ore!!!!

 

16 AGOSTO

Arrivati a destinazione,guardandoci in faccia( guardandoci più che altro le occhiaie) abbiamo capito ce il pullman non è il luogo migliore dove dormire!

Dopo aver aspettato per un’ora la guida, ci siamo avventurati in compagnia dei bomberos(pompieri) nella fantastica mata brasiliana! Passo dopo passo, ci si è presentata davanti una cascatella dove abbiamo fatto il bagno, imitando la nostra pazza guida. Durante  il viaggio era impossibile non parlare con chi avevi affianco, pompieri, ragazzi dell’FHM. Anche se per alcuni di noi la lingua era un po’ un problema, ma ce la siamo cavata sempre!!

La meta successiva è stata il luogo dove poi abbiamo dormito; davanti a noi un gelido laghetto dove abbiamo fatto l’ennesimo bagno (ma quanti bagni stiamo facendo in questo campo???!!!???!!). la sera, appiccato il  fuocherello nella tipica maniera brasiliana ossia alcol e cotone, abbiamo finalmente cenato a, tanto per cambiare, spaghetti e pomodoro.

Ma la cosa più bella arriva col bivacco in spiaggia: balli e canzoni attorno al fuoco, sembrava di essere tornati in reparto! Abbiamo cercato di trasmettere come facciamo noi il bivacco ai ragazzi dell’FHM e loro hanno cercato di insegnarci delle loro canzoni. E come sempre questo scambio è stato emozionante, tante risate, tanti sorrisi, tanti balli e tante canzoni, insomma indimenticabili.

Non essendo ancora soddisfatti della devastante giornata, i nostri cari bomberos ci hanno costruito uno splendido ma non altrettanto comodo  telo di sopravvivenza. Unica pecca?? La posizione migliore non è di certo su un versante di una montagna.

 

17 AGOSTO

Altro giorno, altra camminata! Oggi la meta è la Cashoira Fumaça (la seconda cascata più importante per caduta d’acqua del brasile!). durante la camminata della mattina abbiamo fatto un piccolo hike che ci ha aiutato a riflettere e capire quello che stavamo vivendo i quei giorni e a confrontarli con la realtà italiana. (ci serviva proprio)

Dopo un breve viaggio in autobus, il cammino si è subito mostrato una grande faticata in salita!! Ma passo dopo passo ci accorgevamo del fantastico paesaggio che ci circondava. la meta finale valeva ogni goccia di sudore, un grande panorama a strapiombo sulla mata della Chapada Diamantina e su un piccolo rigolo d’acqua che doveva essere quella famosa grande cascata!

Durante la discesa il sole si divertiva a giocare con i suoi colori e le nuvole, mentre noi non potevamo che guardarlo estasiati!

Ora ci rimaneva solo un altro ‘comodissimo’ viaggio notturno in autobus fino a Mata Escura.

 

19 AGOSTO

Mattinata a Calabetao (diciamo un'espansione di Mata Escura a Nova Mata Escura). Abbiamo visitato due asili..... e anche lì accoglienza, sorrisi, grida, l'orgoglio delle maestre che lavorano 10 ore al giorno quasi come volontarie per quella struttura, quell'educazione che forniscono ai bambini, che è forse insufficiente ma così maledettamente importante.

Sul tardo pomeriggio siamo giunti all'International Camp di Camaçarì, e lì abbiamo incontrato scout provenienti da tutto Salvador. Dopo averci diviso in “squadriglie” e averci fatto inventare urlie e nomi, ci hanno bendati e portati a fare un percorso. L'obiettivo era rimanere tutti uniti e l'unico mezzo per farlo era rimanere attaccati ad uno spago!!!! E' stato stra-divertente nonostante più volte me la sia quasi fatta sotto a causa degli urli e degli scherzi dei capi e di Marcio.

 

20 AGOSTO

Dopo una nottata ultra piovosa, in seguito alla quale noi donne ci siamo dovute rifugiare in una delle stanze dei capi, essendo le nostre tende erano farlocche e filtravano acqua,  stamattina abbiamo fatto una sorta di hike al termine del quale ci aspettavano dei fantastici giochi d'acqua: bisognava fare canoa, nuotare in un lago, buttare l'avversario giù dalla pedana...insomma una grandissima figata!

La sera io e gloria abbiamo organizzato un magnifico bivacco, anche se all'inizio erano tutti un po' timidi, alla fine della serata tutti quanti cantavano e ballavano è stato un bellissimo esempio di fratellanza Scout.

 

21 AGOSTO 

Fortunatamente niente pioggia! Stamattina abbiamo fatto una serie di prove fisiche, che a quanto pare gli scout brasiliani amano molto: la migliore di tutte era quella in cui bisognava salire una corda... mega faticoso, ma bello, anzi bellissimo, perchè ci ha permesso di metterci alla prova.

Nel pomeriggio, dopo un alzabandiera carico di emozioni e  di significati, ci siamo salutati con gli scout della UEB, abbiamo scambiato lo scambiato tutto lo scambiabile e siamo ripartiti sul nostro pulmino per tornare a Mata Escura.

 
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