La permanenza all’ isola di Mare’ sembra la LIDL, ogni giorno era speso bene, anzi meglio. Sono 4 giorni che non scriviamo, percio’ , scusandoci con gli amici diario ascoltatori, ci limiteremo a fare un riassunto di tutte le esperienze che ci hanno visto protagonisti in queste fantastiche giornate.
La sera del 18 abbiamo organizzato una festa culturale, tutta la comunita’ era invitata e il nostyro salone si e’ riempito dei volti di tutte le eta’: allegria, musiche, danze e una condivisione sincera sulle avversita’ che si trovano ad affrontare.
Il 19 mattinata normale, e il pomeriggio tutti a bordo, si salpa verso la terra ferma davanti all’ isola, vicino al porto chimico. Li c’ era la villa storica dei portoghesi da cui gli schiavi africani scappavano per mare verso la salvezza: la nostra bella isola.
Il 20 abbiamo indossato i panni da turisti per caso, facendo il giro di tutta l’ isola alla scoperta di tutte le altre comunita’. Ovviamente non c’ erano strade, solo coco’ portata dalla fogna, melma e mata. Nonostante qualche lacrima(vero feddy??) e tagli ai piedi, il panorama era da cartolina Hawayana.
Il 21 sveglia ore 5.30 tutti in spaggia a caccia dei mariscos, che sono vongolette che vivono sotto la sabbia; risultato, in venti abbiamo raccolto quello che una donna del luogo raccoglie da sola. Tutto il giorno punto della strada. Alle 18 il Mr Babi ci chiama in campo: Italia-Brasile, 11 contro 10, campo di fango pieno di granchi, un chiringuitos e tutta la comunita’ nostra e loro a bordo campo. Dopo un clamoroso goal di Mirko, abbiamo inaspettatamente perso con dignita’ 7 a 5. Ultima notte sull’ isola che non c’e’ la c’ e’.
Il 22 siamo tornati con la perla nera a cui si e’ rotto il motore a Mata escura.
La strada la trovi da te, tutto indietro fino al tramonto, seconda stalla a sinistra, si riapre la vecchia finestra, all’ ACOPAMEC e’ un altro giorno, con l’ amaro sapore del ritorno.
Due cose ci hanno risollevato: l’ abbondante cucina di Rosa e la serata. Marcio ha organizzato per mnoi una festa a sorpresa per le strade della favela, davanti alla sede dell’ FHM: capoeira, samba, bahiane, box, teatro, judo (Mirko e Chiara hanno abbatuto una cintura nera) e acaraje’, piatto tipico del luogo facevano da sfondo alla magnifica serata in compagnia delle decine e decine di persone ven ute a divertirsi con noi.
Oggi siamo tornati alla normalita’ con una mattinata negli asili. Il pomeriggio, visita a Paolo, artigiano della carta riciclata, che, stando a lui, vende in tuuuutto il Brasile. La fine di quest’ esperienza si avvicina, ma non pensiamoci troppo, gustiamoci una cena di Rosa.
Saluti a tutti,STATECI BENE.